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STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “TRENTINOSOLIDALE  ONLUS”

 in vigore dal 30 aprile 2016


TITOLO I – COSTITUZIONE E SCOPI

Art.1 – Denominazione e sede

Ai sensi della legge 266 del 1991 e delle norme del codice civile in tema di associazioni, è costituita, l’Associazione di volontariato denominata TRENTINOSOLIDALE Onlus, sede è nel Comune di TRENTO. L’Associazione, con delibera consigliare, potrà istituire sezioni, sedi secondarie e succursali in Italia e all’estero.

Essa opera nel territorio della Provincia di Trento, in ambito nazionale e internazionale.

Art. 2 – Scopi

L’Associazione “TRENTINOSOLIDALE Onlus” non ha scopo di lucro e fonda la propria attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e sull’attività di volontariato. Essa persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale in ambito locale, nazionale e internazionale.

L’Associazione persegue le seguenti finalità:

  • Sostenere Associazioni ed Organismi operanti nei settori della solidarietà sociale, locale, nazionale e internazionale;
  • Fornire aiuto diretto ai soggetti ed alle popolazioni che sono in condizioni di disagio: economico, sociale, politico, alimentare, sanitario e ambientale;
  • Sensibilizzare l’opinione pubblica locale nazionale ed internazionale in ordine a problematiche correlate al disagio sociale.

Art. 3 – Attività

Per raggiungere gli scopi suddetti l’Associazione “TRENTINOSOLIDALE Onlus” potrà svolgere le seguenti attività:

  • predisporre e realizzare progetti di solidarietà sociale, locale, nazionale  ed internazionale in favore di persone e  popolazioni in difficoltà; collaborare con Associazioni ed Organismi non-profit per la promozione e la realizzazione di progetti nell’ambito delle proprie finalità istituzionali;
  • organizzare:
  • eventi di informazione e sensibilizzazione, sui temi della solidarietà e della cooperazione internazionale; campagne ed iniziative di raccolta fondi (fundraising), in proprio o in favore di Enti non-profit e operanti nei settori della solidarietà sociale ed internazionale
  • collaborare con Enti pubblici e privati interessati a vario titolo alle materie oggetto del presente statuto.

TITOLO II – NORME SUL RAPPORTO ASSOCIATIVO

Art. 4 – Norme sull’ordinamento interno

L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati; le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono essere eletti.

Non è prevista alcuna differenza di trattamento tra i soci riguardo ai diritti e doveri nei confronti dell’Associazione.

Art. 5 – Ammissione degli associati

Sono ammessi a far parte dell’Associazione le persone fisiche e giuridiche le quali, aderendo alle finalità istituzionali della stessa, intendano collaborare al loro raggiungimento. Non possono essere soci gli enti commerciali, ad eccezione di quelli che nel loro statuto prevedono il divieto di distribuzione diretta ed indiretta degli utili.

Gli Enti sono rappresentati dal rispettivo Presidente o da altro consigliere da questi delegato.

Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse può fare domanda scritta al Consiglio Direttivo, che è l’organo deputato a decidere sull’ammissione.

In tale domanda deve essere precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello Statuto sociale, i regolamenti interni, le disposizioni che saranno emanate dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea e a partecipare alla vita associativa.

Contro l’eventuale diniego, che deve essere motivato, l’interessato può proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.

Le domande di ammissione a socio presentate da soggetti minorenni dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà genitoriale. Il genitore, che sottoscrive la domanda, rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’Associazione e risponde verso la stessa per tutte le obbligazioni dell’associato minorenne.

L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato.

Art. 6 – Diritti e doveri dei soci

I soci sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa nella misura e nei termini fissati annualmente dal Consiglio Direttivo, oltre che al rispetto dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali.

L’esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti e in regola con il versamento della quota associativa.

I soci, in regola con il versamento della quota annuale, hanno il diritto di voto in assemblea. Essi hanno altresì il diritto di elettorato attivo e passivo. Ciascun socio maggiore di età ha diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei regolamenti, e per la nomina degli organi elettivi dell’Associazione.

Il diritto di voto sarà riconosciuto al socio minorenne al raggiungimento della maggiore età.

Tutti i soci hanno il diritto di essere informati sulle attività ed iniziative dell’Associazione e di prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’Ente.

Le quote associative non sono trasferibili.

Art. 7 – Prestazioni degli aderenti

L’attività degli aderenti non può essere in alcun modo retribuita, salvo il rimborso delle spese sostenute per l’attività prestata, analiticamente documentate e preventivamente autorizzate dal Consiglio Direttivo.

L’Associazione può, con esclusivo riferimento a soggetti terzi, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, sempre che l’apporto dell’attività degli aderenti permanga prevalente.

Art. 8 – Cause di cessazione del rapporto associativo

La qualità di associato si perde:

  • per decesso;
  • per mancato pagamento della quota associativa nei termini previsti dal Consiglio;
  • per recesso volontario. Ogni socio può in ogni momento esercitare il diritto di recesso, il quale ha effetto a decorrere dal momento della ricezione della comunicazione scritta da parte del Consiglio Direttivo;
  • per esclusione. Il Consiglio Direttivo provvede all’esclusione dell’associato per comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione o per persistenti violazioni degli obblighi statutari. Contro il provvedimento di esclusione, che deve essere motivato, è possibile proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.

Prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto all’associato gli addebiti mossi, consentendogli facoltà di replica. Fino alla data di convocazione dell’Assemblea, ai fini del ricorso, il socio interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso: egli può comunque partecipare alle riunioni assembleari ma non ha diritto di voto.

Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.

TITOLO III – ORGANI SOCIALI

Art. 9 – Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  1. l’Assemblea dei soci;
  2. il Presidente;
  3. il Consiglio Direttivo;
  4. il Revisore unico

Tutte le cariche sociali sono elettive e gratuite.

L’elezione degli organi dell’Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata, ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

Art. 10 – L’Assemblea: composizione, modalità di convocazione, partecipazione e funzionamento

L’Assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione e si compone di tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa annuale.

Essa è convocata dal Presidente, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio; è inoltre convocata tutte le volte che sia necessario, anche su richiesta della maggioranza dei consiglieri o quando ne faccia domanda motivata almeno un quinto dei soci.

La convocazione può avvenire, per lettera raccomandata, email – posta elettronica certificata – o altro strumento tecnologico che ne certifichi l’avvenuto invio. Essa deve pervenire ai soci almeno otto giorni prima della data della riunione.

La convocazione deve indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione e gli argomenti all’ordine del giorno. L’adunanza di seconda convocazione non può essere fissata lo stesso giorno stabilito per la prima convocazione.

In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze in cui partecipano, di persona o per delega, tutti i soci.

L’associato ha diritto ad un solo voto e può intervenire personalmente o tramite delega di altro associato. Sono ammesse al massimo due deleghe.

I consiglieri non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità.

Per le votazioni si procede normalmente con voto palese, o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno un decimo dei presenti. Per l’elezione delle cariche sociali e comunque nei casi di nomine riguardanti le persone, si procede mediante il voto a scrutinio segreto.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente o da altro associato indicato in sede di riunione assembleare.

Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto dal segretario o da un componente dell’Assemblea appositamente nominato. Il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dall’estensore, ed è conservato nella sede dell’Associazione.

Art. 11 – Assemblea ordinaria: poteri e regole di voto

L’Assemblea ordinaria deve:

  • discutere e approvare il bilancio predisposto dal Consiglio Direttivo;
  • approvare il programma delle attività sociali;
  • eleggere gli organi sociali;
  • deliberare sui ricorsi contro i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione;
  • discutere e decidere su ogni argomento posto all’ordine del giorno

L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati; in seconda convocazione è validamente costituita qualsiasi sia il numero degli associati presenti.

Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti degli associati presenti, sia in prima che in seconda convocazione.

Art. 12 – Assemblea straordinaria: poteri e regole di voto

L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello Statuto, sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione dell’eventuale patrimonio residuo.

Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria, in prima convocazione, delibera in presenza di almeno tre quarti degli associati con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno un terzo dei soci e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti Per lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Art. 13 – Il Consiglio Direttivo: composizione e durata in carica

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea ordinaria ed è composto da un numero di membri, compreso il Presidente, che può variare da tre a sette, secondo quanto stabilito dall’Assemblea elettiva.

I consiglieri durano in carica tre anni e sono rieleggibili una sola volta. Possono essere revocati dall’Assemblea, con le maggioranze previste dall’Assemblea ordinaria.

I membri del Consiglio Direttivo decadono automaticamente in caso di perdita della loro qualifica di socio.

Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno, un vice-Presidente, un Segretario e un Tesoriere.

E’ compito del Segretario redigere i verbali dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, curare la tenuta dei libri sociali e svolgere le mansioni delegate ad esso dal Consiglio Direttivo o dal Presidente. Il Tesoriere è invece responsabile della gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione inerente l’esercizio finanziario e la tenuta dei libri contabili.

Art. 14 – Consiglio Direttivo: poteri, modalità di convocazione e funzionamento

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’Assemblea dalla legge e dal presente Statuto. Può adottare regolamenti per il funzionamento dell’Associazione, i quali devono essere comunicati alla prima Assemblea successiva all’adozione. Può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente di regola ogni mese e, in ogni caso, ogni qualvolta il Presidente stesso lo ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri.

La convocazione è fatta mediante avviso scritto, per lettera, email o altro strumento tecnologico a ciò abilitato, il quale deve pervenire ai consiglieri almeno quattro giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i consiglieri.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente; in assenza di entrambi, è presieduto da altro membro del Consiglio nominato tra i presenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presenti. Le votazioni si effettuano con voto palese, tranne nei casi di votazioni riguardanti le persone, dove si procede mediante il voto a scrutinio segreto.

Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante, il quale va poi conservato nella sede dell’Associazione.

Art. 15 – Sostituzione dei consiglieri

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più consiglieri decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione nominando il primo dei non eletti. In caso di impossibilità o rifiuto il Consiglio nominerà il secondo, poi il terzo e così via fino ad esaurimento della lista dei non eletti. In caso di esaurimento del numero dei non eletti, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione mediante cooptazione; qualora ciò non fosse possibile, il Consiglio Direttivo convoca l’Assemblea, la quale provvede alla sostituzione.

I Consiglieri cooptati rimangono in carica fino alla prima Assemblea ordinaria utile, la quale deciderà sulla loro eventuale conferma.

I consiglieri subentrati, sia quelli confermati dall’Assemblea a seguito di cooptazione che quelli eletti dall’Assemblea stessa, rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.

Se, per qualsiasi motivo, viene invece a mancare almeno la metà dei componenti (nel caso gli stessi siano in numero pari) o la maggioranza degli stessi (nel caso in cui siano in numero dispari) l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto e il Presidente o, in caso di suo impedimento, il vice-Presidente o, in subordine, il consigliere più anziano, dovrà convocare entro 30 giorni l’Assemblea, la quale procederà ad una nuova elezione del Consiglio Direttivo.

Art. 16 – Il Presidente: poteri e durata in carica

Il Presidente dell’Associazione è eletto dall’Assemblea dei soci tra i suoi componenti.

Al Presidente spetta la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio.

Resta in carica tre anni ed è rieleggibile una sola volta; può essere revocato solamente con delibera assembleare, con le stesse maggioranze previste all’atto della nomina.

In caso di assenza o di impedimento viene sostituito dal vice-Presidente o, in assenza di questo, dal membro del Consiglio Direttivo più anziano di età.

Il Presidente provvede alla convocazione dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo, e li presiede. Cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea.

In caso di urgenza, può agire con i poteri del Consiglio Direttivo, chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva, che egli dovrà contestualmente convocare.

Il Presidente può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura generale o speciale.

Art. 17 – Il Revisore unico

Il Revisore unico è l’organo di controllo contabile dell’Associazione.

E’ eletto dall’Assemblea dei soci tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’Associazione.

Il Revisore rimane in carica 3 anni ed è rieleggibile.

Il Revisore controlla l’amministrazione dell’Associazione dal punto di vista finanziario, e in particolare, la corrispondenza del bilancio alle scritture contabili.

Il Revisore partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, alle quali presenta la relazione annuale sul bilancio preventivo e consuntivo. Ha diritto di accesso alla documentazione dell’associazione rilevante ai fini dell’espletamento del proprio mandato.

TITOLO IV – NORME SUL PATRIMONIO DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 18 – Risorse economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:

  • quote associative e contributi degli aderenti;
  • contributi di privati;
  • contributi di enti pubblici;
  • contributi di organismi internazionali;
  • donazioni e lasciti testamentari;
  • rimborsi derivanti da convenzioni;
  • entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.

I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo.

Art. 19 – Esercizio sociale

L’esercizio sociale coincide con l’anno solare – 01.01/31.12.

Alla fine di ogni esercizio il Consiglio direttivo procederà alla formazione del bilancio, che dovrà essere approvato, con le maggioranze di cui all’articolo 11, dall’Assemblea da convocarsi entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Il bilancio dovrà essere depositato presso la sede dell’Associazione nei dieci giorni che precedono l’Assemblea convocata per la sua approvazione ed ogni associato, previa richiesta scritta, potrà prenderne visione.

Art. 20 – Divieto di distribuzione degli utili

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposti dalla legge.

L’Associazione deve impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali previste dal presente Statuto.

TITOLO V – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE E DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO

Art. 21 – Scioglimento e devoluzione del patrimonio

Per lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

L’Assemblea che delibera lo scioglimento nomina anche uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio residuo, il quale dovrà comunque essere devoluto ad altra Organizzazione di volontariato operante in settore analogo o similare.

Art. 22 – Norme di rinvio

Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto, si fa riferimento alla legge 266 del 1991, alle norme del codice civile e alle altre leggi dello Stato in quanto applicabili.

Art. 23 – Norma transitoria

Il Consiglio Direttivo, eletto nel corso del 2015, rimarrà in carica fino a naturale scadenza del mandato.

Trento, 30 aprile 2016


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